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La nostra storia  
 OPERA SAN GIUSEPPE    
   
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 La nostra storia    

La storia dell’Opera San Giuseppe inizia nel lontano 1922 con l’arrivo a Lucera di Padre Angelo Ferracina. Nato a Venezia il 2 marzo 1879, ebbe la gioia di conoscere il fondatore della Congregazione: San Leonardo Murialdo.

Così scriveva il Ferracina: “ I più belli anni del mio ministero li ho passati nella Città di Santa Maria. Ed è un senso di vera commozione che io ripenso alla bella e imponente schiera dei miei giovani d’allora. Essi mi amavano come un padre, ed io con tenerezza paterna ricambiavo quel loro delizioso affetto per me”.  

Così lo ricorda Padre Angelo Cuomo: “ Animatore e ispiratore della educazione cristiana della gioventù, un maestro di fede e di vita, che operò  senza mai stancarsi per il trionfo della Chiesa, per il risveglio del pensiero cattolico anche in campo sociale. Il suo ricordo non morrà ”.

Nel 1930 P. Angelo Ferracina lascia Lucera. Due nuovi sacerdoti prendono il suo posto: Padre Celestino Lanfranco, direttore e Padre Cesare Bertoglio.

I due padri trasferirono la comunità dei Giuseppini nei locali di Santa Caterina, anche  con l’appoggio favorevole del Vescovo di allora Mons. Di Girolamo. La piccola chiesetta, annessa ai locali, si illumina di nuove presenze; il giardino incolto si trasforma in “palestra” di vita.Nel 1936 un altro Padre Angelo arrivò a Lucera per segnare la storia dell’ "Opera Nuova" da allora fino ai nostri giorni: Padre Angelo Cuomo. Dal veneto dove aveva studiato, viene mandato a Lucera come chierico per tre mesi presso l’oratorio di Santa Caterina, e vi ritorna poi durante il suo secondo anno da tirocinante.

Nel corso di quegli anni, a S. Caterina si avvicendarono come direttori diversi confratelli Giuseppini:  P. Luigi Apolloni, P. Antonio Cingano, P.Giulio Zecchin e P.Giovanni Ponzetti.Nel 1942 ritorna, come direttore, P. Cesare Bertoglio, e con lui ritorna anche P.Angelo Cuomo, non più come chierico, ma sacerdote. Nessuno avrebbe immaginato che il novello sacerdote sarebbe diventato con gli anni, “lucerino di adozione” e che con la Grazia di Dio nonché con la carità generosa della città di Lucera, avrebbe “inventato” l’Opera Nuova San Giuseppe! Finita la guerra, nel 1946, P. Cesare Bertoglio parte missionario per il lontano Ecuador. Il distacco fu attenuato dalla certezza che P. Angelo Cuomo rimaneva come direttore dell’Opera. Seguirono anni difficili, non tanto per la scarsa presenza di giovani, quanto più per i disagi degli spazi angusti in cui i confratelli erano costretti a vivere.

Padre Luigi Casaril, Superiore Generale della Congregazione in quegli anni, scrivendo all’allora Vescovo di Lucera Mons.Vendola, fece chiaramente capire che non avrebbe sopportato ancora a lungo che la comunità Giuseppina vivesse in quelle condizioni. Chi non cedette al pessimismo fu certamente P. Angelo Cuomo che si aggrappò con fermezza alla preghiera e alla devozione di San Giuseppe.

Ma il 12 agosto del 1947 il superiore Generale scrive ancora una volta al Vescovo per comunicargli la sua decisione di richiamare i suoi confratelli.Era la fine? Niente affatto. Anche se tra mille difficoltà e incertezze, la Provvidenza svegliò le coscienze di tante persone tra cui non possiamo dimenticare l’Avv. Giuseppe Zurro e sua sorella Carmelina. I due infatti, raccogliendo le preghiere di Padre Angelo, donarono alla Congregazione dei Giuseppini, il 15 agosto 1948, un ettaro di terreno sito alla contrada Pian dei Puledri. Ma non fu sufficiente ad assicurare la permanenza dei padri a Lucera perché non volle accettare alcune delle condizioni dettate dai donatari. Il tutto si risolse, grazie anche alla caparbietà del Vescovo, il 31 gennaio 1949 data di stipula di un nuovo atto notarile che cancellava quelle condizioni.Nel marzo del 1949 P.Angelo Cuomo metteva a fuoco i suoi progetti e con la fermezza e la concretezza che lo ha sempre contraddistinto ripeteva: L’Opera San Giuseppe deve sorgere. 

Così in quell'anno partì l’idea delle 10 lire per un Mattone.  Il 19 marzo 1950 finalmente si arrivò alla posa della prima pietra dell’Opera Nuova. Non bastava ancora, occorreva promuovere altre iniziative per la costruzione del cine-teatro, della chiesa, di impianti sportivi. Era necessario a questo punto far conoscere a tutti che si voleva realizzare. Così il 22 marzo del 1951 nasce la “Voce dell’Opera San Giuseppe” che da quel momento svolgerà sempre un ruolo importante nella vita dell’Opera.

Il 19 marzo 1953 l’Opera nuova è completa. Dirà P.Angelo: “… Sembrava un sogno… una follia… Ora gioconda realtà." 

Il 21 marzo 1955 fu concesso il nulla osta per la costruzione di un cinema parrocchiale. 

Grandi le difficoltà economiche. Ma la generosità di tutti fu enorme e così si arrivò alla sua inaugurazione il 19 marzo 1959.Il 19 marzo 1961 fu messa la prima pietra per la costruzione della Chiesa Parrocchiale intitolata a Cristo Re e Sant’Isidoro. Il 22 marzo dello stesso anno, moriva l’avv. Giuseppe Zurro, l’uomo della provvidenza e della generosità. E l’8 dicembre 1964, festa dell’Immacolata, la chiesa venne aperta al culto. Nei successivi anni furono portati a termine gli ultimi lavori: L’altare maggiore, l’altare di San Giuseppe donato dalle Patronesse e l’altare di Sant’Isidoro donato dagli agricoltori di Lucera consacrati da Mons. Cunial. 

Il 2 ottobre 1968 a Napoli muore P.Angelo Ferracina alla veneranda età di 90 anni. Il 19 marzo 1970 viene posta la prima pietra per la costruzione della palestra coperta che fu ultimata a fine 1971, grazie al contributo generoso di quanti erano vicini all’Opera. 

Nel 1972  Padre Angelo Cuomo ritorna a Lucera ha 57 anni. Scrive:“Ho ritrovato l’Opera più completa e più bella, più ricca di attrezzature, più sviluppata, più promettente e sempre più un cantiere  pulsante di vita giovanile”. Nel 1975 viene inaugurata la Scuola Materna dell’Immacolata di cui P.Michele Palmieri, economo della comunità dal 1959,  è stato sempre il “custode” attento e premuroso. Negli anni successivi sono stati realizzati i campi da tennis con gli spogliatoi, il campo da calcetto,il campo da calcio a sette e quello ad undici. 

Il 2 gennaio 1990, circondato dall’affetto dei suoi confratelli, muore Padre Angelo Cuomo. Dirà l’allora direttore-parroco Padre Giuseppe Rainone, ora superiore Provinciale: “Mi sorprendo a visitare la sua camera. L’occhio è attirato dal volto della Madonna della tenerezza, dalla foto del giovane defunto Tonio, dal crocifisso sul comodino e dai tanti fogli straripanti di annotazioni. Sulla porta un foglietto ingiallito: Prenditi il tempo per pensare, per leggere, per lavorare, per sorridere, per pregare”.

Oggi la tomba di Padre Angelo, può essere da tutti visitata nella Chiesa Parrocchiale di Cristo Re. 

Il resto è storia recente:

Opera continua ad essere punto di riferimento per tanti giovani, adulti, amici, ex allievi, tutti attirati dall’affascinante carisma del Murialdo che continua ad essere attuale nelle persone dei singoli sacerdoti che si avvicendano nella comunità, tutti ispirati dall’amore per la gioventù e convinti che: 

 

"Un sorriso non impoverisce chi lo dona, 

ma arricchisce chi lo riceve."

 

Per approfondire:

“Se quei mattoni potessero parlare” di Mons.Annibale Facchiano. 

“ Prodigio di un sorriso” del Prof. Giuseppe De Angelis.

   
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 Sito a cura dei giovani dell'Opera    
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